05 Agosto 2008
Io e la Dani stavamo insieme da non più di due mesi. L'ho riaccompagnata a casa e, come sempre, ho atteso in auto finchè non l'ho vista rientrare mandandoci un bacio a distanza. Questo momento è sempre stato un dolce rituale della nostra storia. Ho fatto tutto il viaggio di ritorno a casa mia pensando a quanto sarebbe stato triste il momento in cui, ormai assuefatto, non la avrei più aspettata ma sarei partito per tornare prima. Sicuro che sarebbe successo perchè dopo un po' ci si annoia di questi gesti a volte infantili...
Sono passati 3 anni e 3 mesi e ancora, quando ci salutiamo, aspetto immobile finchè non scompare all'orizzonte o non fa una curva che mi impedisce di vederla. E a volte resto anche dopo che lei non si vede più con lo sguardo fisso come se la sua scia bastasse ad ipnotizzarmi. Come se non ne avessi mai abbastanza di lei. Come se fossi assetato e stillassi fino alla sua ultima goccia. Come se non potessi vedere senza di lei.
Lunghi giorni e piacevoli notti
03 Luglio 2008
Il risveglio ci ha accolti decisamente meno stanchi ma molto rattristati dall'idea che fosse l'ultimo giorno in questa meravigliosa città... Abbiamo preparato le valigie e le abbiamo portate nella hall, abbiamo pagato il nostro alberghetto facendo tanti complimenti e assicurando che l'avremmo consigliato agli amici (cosa che continuo a fare). E oltretutto ho pagato per la prima volta con la carta di credito! Che figata! Comunque colazione con croissant e CAFFE' (d'ora in poi non lascerò mai la Dani senza) e partenza alla volta delle ultime tappe del viaggio, Montmartre e Sacre Coeur. Il viaggio in metro è stato anche piacevole perchè è quasi tutta sopraelevata e abbiamo visto parti urbane della città che fino a quel momento ci erano completamente sconosciute; certo, si vedeva che era una zona un po' malfamata, ma non puoi dire di conoscere una città se non hai visto anche i suoi bassifondi. Arriviamo alla fermata e cominicamo a salire la stradina circondati da negozietti di souvenirs che finalmente offrivano dei bei ricordini e non la paccottiglia improponibile che abbiamo trovato nel resto della città. Quando si arriva ai piedi della scalinata e si vede quella chiesa meravigliosa che si staglia contro il cielo (che in quest'ultima giornata era nuvolo e ci ha allietati con qualche rinfrescante gocciolina di pioggia) si capisce subito che non è una tappa secondaria o di ripiego del viaggio, ma un momento che resterà impresso come tutti gli altri. Cominciamo a salire e veniamo attaccati dai venditori ambulanti sulle scale che anche se ero stato avvertito (grazie Fru) sono riusciti ad attorniarci. Questa è una delle cose che mi ha dato più fastidio in assoluto di tutta la vacanza, hanno preso la Dani e le hanno messo un filo al dito, poi ci hanno circondati in 4 nonostante noi cercassimo di andare via dicendo che volevano solo "farci vedere" come facevano a fare il braccialettino e intanto cercavano in tutti i modi di fermarci. Ad un certo punto ne è rimasto solo uno con noi perchè gli altri si sono fiondati su nuove e più arrendevoli prede e quello che è rimasto ha cominciato a cercare di convincerci parlando e chiedendoci di dove eravamo (aggiungendo l'incredibile onta di dire che pensava fossimo SPAGNOLI!) e dicendo che lui era senegalese, non brutto... Alla fine ho dovuto far scudo alla mia ragazza (che cavaliere) e spintonarlo via per avere un po' di pace. Sembra una cosa da poco, ma visto quante persone avevano il braccialettino e l'espressione tutt'altro che felice direi che abbiamo avuto un grande coraggio! La scalinata sembrava lunghissima, ma dopo 4 giorni di allenamento estenuante l'abbiamo sentita a malapena. E nella chiesa, un vero capolavoro di architettura, ho trovato quella sacralità che credevo di aver perso a Notre Dame... Non volava una mosca e l'adorazione ed il raccoglimento riempivano le mura come nessun rumore potrebbe fare; è stata una bella esperienza perchè anche se non sono credente adoro sentirmi avvolto da quella sensazione di preghiera concentrata come se fosse il primo vento caldo di primavera. Dato che non eravamo abbastanza stanche abbiamo deciso di salire anche sulla cupola, ma visto che il pass era ormai scaduto (lacrime a vagoni) abbiamo fatto il biglietto come tutti gli altri; che poi dire "Tutti gli altri" è un modo di dire visto che la salita è segnalata malissimo e praticamente invisibile e a salire (e in cima) abbiamo incontrato in tutto altre 4 persone. La salita è terrificante perchè è poco più corta di quella di Notre Dame (mi sembra 60 gradini in meno tra salita e discesa) ma fatta su una scala a chiocciola strettissima che fa girare la testa quasi subito e con pochissime aperture fino in cima (a parte il momento in cui si passa dalla torre laterale a quella centrale e si cammina sui tetti fra le statue, stupendo!). In cima la vista è stata meravigliosa nonostante avessimo già avuto più di una vista del genere nei giorni precedenti. E' veramente romantica e Dani e io ci siamo stretti in un bellissimo abbraccio, come per assicurarci che questo ricordo non sarebbe mai svanito anche se la sera stessa saremmo stati nei nostri letti a Brescia. Scesi dalla chiesa siamo andati a visitare i negozietti e ho regalato alla Dani una maglietta e una borsa (per me ho preso il più classico dei cappellini che andrà ad unirsi trionfante alla mia collezione) e ci siamo incamminati per l'ultima tappa ufficiale, il Moulin Rouge. Il quartiere di Pigale ci ha colti di sorpresa nonostante sapessimo cosa ci aspettava... Era la prima volta che camminavamo in una zona a luci rosse e ci sentivamo particolarmente a disagio anche se era pieno giorno... Siamo arrivati al locale, abbiamo fatto le foto di rito e siamo entrati in metropolitana indecisi su come utilizzare queste ultime ore. Da buon rompino ho convinto la Dani a scendere sotto l'Arco di Trionfo per fare qualche altra foto e farci gli Champs Elysees a piedi fino al Louvre perchè ancora non avevamo fatto la foto della piramide dall'esterno. La camminata è stata rilassante perchè finalmente non avevamo più nulla di programmato da vedere e anche un po' triste, perchè sapevamo che questa città mitica stava scorrendo sotto i nostri piedi per gli ultimi momenti. Ci siamo anche presi il lusso di camminare mangiando un saccone di patatine alla salsa barbecue! Un po' di riposo alle Tuileries sulle seggioline verdi e finalmente foto davanti alla piramide, a questo punto non avevamo più via di scampo, dovevamo tornare il Place de la Republique a prendere le valige e incammincarci per il ritrovo... Abbiamo cercato di guadagnare ancora un po' di tempo fermandoci a fare uno spuntino al Quick e qui ci siamo presi una paura mostruosa! Siamo andati a mangiare al piano superiore con ampia vetrata sulla piazza e, tutto ad un tratto, sono arrivate decine di cammionette della Gendarmerie e centinaia (non esagero!) di poliziotti a presdidiare la piazza bloccando tutte le vie d'accesso e fermando anche i pedoni. Il terrore che fermassero anche le entrate in metropolitana ci ha attanagliato, allora abbiamo mangiato alla svelta e ci siamo diretti in albergo per prendere le nostre cose e partire il prima possibile. Il problema è che questo prima possibile ci ha fatti arrivare per primi al luogo di ritrovo quasi un'ora prima dell'arrivo della navetta! Oltretutto abbiamo sbagliato uscita della metro e ci siamo trovati in mezzo ad una rotonda dalla quale non si poteva attraversare senza il rischio di essere investiti, abbiamo dovuto prendere il passaggio fin sotto il palazzo dei congressi e immaginatevi la scena: noi turisti malvestiti e sudati con zaini e valigie in mezzo a manager in gessato che ci guardavano malissimo! Comunque abbiamo aspettato la navetta e abbiamo re-incontrato la coppia gentilissima che ci aveva dato informazioni il primo giorno e con la quale abbiamo fatto comunella fino all'arrivo a Orio. In aereoporto la mancanza di voglia di tornare si poteva quasi toccare e la Dani mi ha detto "Come faccio adesso a dormire se non ci sei più tu lì in parte che mi accarezzi?", così dolce che mi sono messo quasi a piangere... Grazie amore, Parigi è niente in confronto a te! Viaggio tranquillo (mi sono addirittura addormentato mentre la Dani era più agitata di me all'andata) e arrivo in anticipo...
Ecco, questo è il resoconto ufficiale della vacanza più bella che abbia mai fatto, ma adesso che mi stò abituando vi assicuro che ci saranno altri post come questi! Le prossime tappe sono Firenze, Praga, Roma, Vienna, Dublino e tante altre!
Lunghi giorni e piacevoli notti
01 Luglio 2008
La mattinata è stata la più difficile per quanto, per me, meravigliosa. Difficile perchè ho scoperto che la mia Dolce Metà se non comincia la giornata con il caffè va in coma totale e non riesce a godersi quello che vede, anche se bellissimo... Comunque prendiamo un paio di croissant dal fornaio davanti a casa (io per gola anche un pezzo di pizza. Pentito amaramente. Ricoperto di cipolla. Per colazione!) e ci dirigiamo verso Les Invalides. Avendo scelto la fermata della metro un po' più lontana dobbiamo passare per un parchetto vicino e cosa ti troviamo? Un busto di Saint-Exupery con relativa lapide con citazione del "Piccolo Principe". A Parigi si trova qualcosa di bello e commovente anche sbagliando strada! Les Invalides è veramente gigantesco, solo pensare a tutte le persone ferite che devono esserci state dentro fa venire i brividi! All'inizio pensavamo di visitare solo la tomba di Napoleone, ma all'interno ci sono altri musei dedicati alla guerra, e dato che erano inclusi nel pass sono riuscito a convicere la Dani a venire. Il primo era un museo di armi ed armature medievali che ha letteralmente polverizzato la mia idea che il museo delle armi del Castello fosse ben fornito... C'era veramente di tutto e io in un museo del genere potrei passare più tempo che al Louvre... C'era anche il leggendario crocifisso-pugnale. conosciuto da chiunque abbia mai giocato ad un gioco di ruolo. Veramente mirabile ed emozionante anche la vetrina dedicata alle armature da samurai giapponesi. Oltretutto ho avuto una lezione di come far vedere i musei ai bambini. Per prima cosa la prima stanza del museo è una stanza di glossario in modo che i bambini imparino quello che stanno vedendo e possano chiamare le cose con il nome corretto; poi c'era una guida con 5 bambini (di più è impossibile farli stare attenti, l'ho sempre detto), gli facceva toccare le armi, facevano giochi ed esercizi, avevano addirittura un foglio su cui ognuno doveva disegnare il suo simbolo araldico! Niente da fare, all'estero sono più avanti... Il secondo museo è una delle cose più toccanti che abbia mai visto oltre che un quasi irraggiungibile esempio di composizione museale. Era un museo sulla Prima e Seconda Guerra Mondiale. Divise, cartine, giornali d'epoca, armi, filmati e registrazioni si mescolavano uno all'altro rendendo quasi impossibile respirare... Ho avuto la pelle d'oca dal primo all'ultimo momento oltre che le lacrime agli occhi... Lo consiglio a CHIUNQUE, anche se non vi interessano le vicende di guerra, perchè vi farà sentire che certe cose sono accadure davvero... Per me è stato più toccante della visita ad Aushwitz... Dopo questi due musei riusciamo finalmente a capire dov'è la tomba di Napoleone. E devo dire, forse perchè ero stato prima al Pantheon, che non mi ha impressionato troppo... Certo, l'ego smisurato di quel nanetto è incredibile (mi ricorda un altro nanetto che abbiamo in Italia...) e il sarcofago in porfido imperiale rosso è straordinario, ma per il resto non è un posto che mi resterà particolarmente impresso (anche se la sua divisa con il classico cappello fa una certa impressione...). Ecco, in tutta questa mattinata mi è sembrato di andare in giro da solo perchè la Dani era in coma da mancanza di caffeina ed è un peccato... Lì vicino siamo andati al museo Rodin (su consiglio del sempre prezioso fratellone) e anche questo è stata una piacevole sorpresa. Un grande parco con bronzi sparsi nei luoghi più caratteristici, incluso il famosissimo "Pensatore". E poi visita dentro la casa con altre opere stupende come "Cattedrale" e "La mano di Dio che sostiene il mondo". Incredibile il pathos e la carica che questo autore riesce a mettere nelle sue opere, con quel "non finito" michelangiolesco portato alle estreme conseguenze... Dopo tutte queste meraviglie ci aspettava la prova più dura, il Louvre! Scendiamo alla fermata del Caroussel (chiedo venia se scrivo male ma è passato più di un mese...) e già rischiamo di perderci in quel centro commerciale sotterraneo! Ci dirigiamo all'ingresso Richelieu per quelli che hanno il pass (ci siamo evitati ore di coda, viva il pass!) e arriviamo sotto la piramide. La marea di gente è difficile da descrivere, non ho visto tanta gente neppure allo stadio! Comunque ci dirigiamo a prendere una cartina del museo in italiano e ci sediamo al baretto per pranzare con dei panini e fare la cosa più difficile, cominciare a eliminare parti di museo che non riusciremo a vedere! Praticamente il seminterrato è partito tutto, al primo piano ho avuto finalmente l'occasione di fare una visita approfondita alla cultura mesopotamica che adoro (sfortunatamente c'era in contemporanea la mostra sui sumeri e tanto materiale era stato spostato...) con foto con la porta dei leoni e una visita veloce alla stupenda parte egizia. Subito dopo le statue italiane con la Dani che è rimasta in vera e propria contemplazione davanti ad "Amore e Psiche" di Canova, la sua statua preferita e io sono riuscito a fare una delle mie solite foto burlesche con una statua di Ercole (dovevate vedere come mi guardavano i giapponesi...). Senza andare troppo nei particolari ci siamo fiondati nella parte dei grandi quadri francesi dove siamo rimasti impressionati (e come non farlo?) davanti alla "Zattera della Medusa"; io poi ho perso una prima parte di cuore davanti ai miei 3 quadri preferiti di David... Momenti veramente magici... A questo punto eravamo caldi abbastanza per andare nella parte più importante del museo, quella Grand Gallerie tutta dedicata alle opere italiane (alla facciaccia vostra francesi mangiarane!). Impossibile spiegare il susseguirsi di emozioni date da quelle opere che avevo visto solo sui libri. Una menzione a quelle che non dimenticherò mai come "La vergine delle roccie" di Leonardo, "Le nozze di Canaan" di Veronese, tutti quelli di Tiziano e Raffaello ma soprattutto Caravaggio che mi ha colpito come un treno in corsa... Veramente indimenticabile. Quei pezzenti di francesi però, invidiosi dell'arte italiana, hanno francesizzato tutti i nomi senza scrivere quelli originali e io ho passato 5 minuti a chiedermi chi era quel "Titiane" che dipingeva uguale uguale a TIZIANO! Dopo i quadri spagnoli e quelli fiamminghi con i grandi Vermeer e Durer, anche se per andare dagli uni agli altri ci abbiamo messo quasi mezzora dato che sono dall'atlra parte del museo al piano di sopra. Certamente stò dimenticando qualcosa, come ad esempio la Nike di Samotracia che domina le scalinate, ma è impossibile ricordare tutto (e specifico che abbiamo saltato quasi metà museo). La visita è finita con gli appartamenti di Napoleone III e il loro incredibile sfarzo. Oltretutto mentre eravamo dentro fuori ha fatto una piccola tempesta con grandine ed è stato spettacolare vedere la grandine contro la piramide... La stanchezza però a questo punto ci aveva praticamente annichilito e così abbiamo deciso di uscire a cena e stare in albergo la sera facedo festa con patatine, succhi e birra comprati al vicino supermercato (l'abbiamo visto solo il penultimo giorno cavolo!). Per cena ci siamo messi un po' più eleganti e siamo andati alla piccola brasserie in fondo alla via dell'albergo. Dramma! Nessuno nel ristorante parla una lingua diversa dal francese! La Dani scavalca l'ostacolo con enorme brillantezza ordinando una omelette con formaggio e patatine, io che ho fame mi incaponisco e voglio il menù del giorno con antipasto, carne e dolce. Non capendo quello che stò ordinando vado alla disperazione e indico i nomi dei piatti pregando Dio che siano commestibili! Incredibilmente comico, ridevano tutti nel locale... Alla fine mi è andata bene, antipasto con un pezzo di sardina in salsa e insalata, la carne era un hamburger anch'esso con una salsa piccante e patatine e il dolce una meravigliosa Creme Brullet. Gran mangiata e gran soddisfazione. Camminata nei boulevard intorno all'albergo per andare a comprare un pacchetto di sigarette al mentolo (a sto punto togliamoci tutti gli sfizi!) e ritorno in albergo per vedere (e qui tutti mi borriranno) il secondo tempo della finale di Coppa Uefa... E poi festina con la birra (cattiva) e tante risate... In una vancaza così faticosa ogni tanto ci vogliono anche questi momenti di puro svago. E i sogni ci hanno colti ancora ridenti...
Lunghi giorni e piacevoli notti
28 Maggio 2008
Sveglia sempre presto , anche perchè questa era, per me, una delle giornate più attese, il giorno della visita alla Tour Eiffel! Ma prima c'è il d'Orsay che non è da meno a livello di aspettative. In mia completa autonomia (la Dani non era troppo convinta) ho deciso di lasciar perdere la forneria per fare una vera colazione in un Café parigino, così abbiamo colazionato in un Café all'angolo con l'inizio (e dico inizio perchè la costruzione è enorme) del museo; certo, spendere 4,50 € per un caffè slavatino e un croissant può sembrare veramente folle, ma l'atmosfera di questo locale antico che avrà visto nella sua storia chissà quante persone passare e leggere un giornale, quel bancone arcuato e dorato, quei tavolini piccoli e pieni di fascino... Resterà un momento indelebile della mia vacanza, nonostante possa sembrare comune. A questo punto pronti per il museo! Come al solito ci evitiamo la coda entrando da un ingresso laterale (a chiunque voglia visitare i musei di Paris, FATE IL PASS!!!! E' di una comodità quasi mostruosa) ed arriviamo all'ingresso del più importante museo di arte impressionista (e non solo) del mondo. Un museo costruito con vero amore, dove ogni cosa è dove dovrebbe essere per essere apprezzata al meglio, dove la composizione è parte del museo così come lo sono le opere stesse, questo particolare, come leggerete nel prossimo post, mi creerà un po' di delusione per quanto riguarda il Louvre. Il piano terra è composto da un corridoio di statue e da opere di artisti considerati minori (ok, c'è anche la "Colazione sull'erba" di Manet, ma perchè le opere sono in ordine cronologico) che però non lasciano affatto delusi e, in un museo si grande ma anche molto intimo, anche questi quadri di artisti il cui nome non appare in molti libri di storia dell'arte si lasciano contemplare con tranquillità (altro problema che riscontrerò al Louvre). Poi, per una strana regola organizzativa, per continuare il viaggio cronologicamente si sale fino al quinto piano dove si trovano le opere in assoluto più famose del museo, quelle che tutti hanno visto. Monet, Degas, Delacroix, Gauguin ecc. E' davvero un'emozione unica essere in mezzo alle opere che hai visto su libri, internet, nei film... Oltretutto c'è anche un ottima collezione di autori meno conosciuti ma che letteralemente adoro come Sisley e Pizzarro. Ma tutto il resto scolorisce quando ci accorgiamo di aver messo piede in una stanza particolare, forse la stanza più attesa anche se neanche avevamo controllato che esistesse... Eh si, sto parlando della sala dedicata a Vincent Van Gogh! Fosse stato per noi probabilmente adesso saremmo ancora lì ad ammirare quelle pennellate potenti, quel colore straripante, quella follia asservita al genio (o viceversa...), avidi ed appassionati. Ovvie foto di rito (anche se prima del viaggio avevamo saldamente deciso di non fotografare i quadri perchè tanto non voleva dire nulla...) compresa quella in cui imito l'autoritratto di Van Gogh (ogni tanto ho bisogno di fare foto veramente stupide, e non sto parlando delle foto ai piedi!). Prima di uscire il museo mi propone un'altra graditissima sorpresa, una sala completamente dedicata ai puntinisti e, in particolare, al fenomenale Signac. Avreste dovuto vedermi, eccitato come uno scolaretto, in mezzo a una tipologia di quadri che ho sempre ammirato ma che effettivamente non avevo mai visto dal vivo. Discesa al terzo piano con i modelli che servivano al Chat Noir per fare le ombre cinesi (penso che in tutta la giornata ci saremo fermati solo noi in quella zona, ma per me erano bellissimi) e opere e oggetti di arredo della Belle Epoque (spero si scriva così...) che, ad essere sinceri, non è mai stato il mio periodo preferito della storia dell'umanità, ma comunque si lasciano guardare. Giudizio finale decisamente positivo per un museo davvero stellare e che mi porterò sempre dentro, probabilmente di più del più famoso dirimpettaio. Ma il momento più atteso doveva ancora arrivare, quello del simbolo stesso della meravigliosa città che stavamo visitando! Partiamo, già pronti alla coda chilometrica che troveremo per salire, e facciamo anche la conoscenza della metropolitana in superficie (anzi, rialzata), un altra esperienza da segnare sul tabellino. Più ci avviciniamo più lei si staglia nel cielo, sempre più alta e imponente nel suo color ocra-marroncino (difficile descriverlo meglio...) finchè non arriviamo esattamente sotto (non abbiamo fatto il Champ-de-Mars, siamo arrivati da dietro, dalla Senna) e mi perdo completamente avvolto da questa meraviglia, più o meno la stessa sensazione provata sotto il Big Ben. Andiamo alla biglietteria del pilone est e, sorpresa!, non c'è praticamente nessuno! Facciamo il biglietto in meno di 5 minuti (dopo soli 20 minuti la fila era decuplicata, che culo che abbiamo avuto) e cominciamo l'ascesa; gli ascensori sono un po' piccolini e ci si accalca l'uno sull'altro, ma quando arrivi al terzo piano la visuale è talmente da togliere il fiato che non riesci a pensare al disagio. Tutta Parigi si srotola sotto i miei occhi, una distesa di arte, storia, natura, vita... Abbiamo fatto decine di foto ma niente può rendere la sensazione di stare lassù, a metà strada tra la terra e il cielo su un gigante di metallo. Dopo esserci goduti con la dovuta tranquillità la vista, andiamo al secondo piano con l'ascensore (quello che conduce l'ascensore ha tenuto fuori 3 ragazzi per far entrare Dani e me e ancora non ho capito il perchè, e una tipa ha avuto una crisi di asma-claustrofobia e vertigini tutte insieme) e cominciamo a scenedere, categoricamente a piedi (non facevano ancora male abbastanza) su mia dittatoriale scelta! E comunque salire o scendere a piedi conviene a tutti perchè aiuta a capire la composizione di questo monumento che serve veramente a poco, ma che nella sua storia ne ha viste tante. Adesso però si presenta un problema. Nel nostro programma avevamo calcolato 4 ore per la torre, ipotizzando code chilometriche (effettivamente esistenti quando siamo scesi) e invece in tutto ce ne abbiamo messa poco più di una! Che fare? Bè, effettivamente con un paio di ore libere a Parigi non si sa proprio dove sbattere il naso :) Camminata al Trocadero (porca miseria le bellissime fontane erano spente, uno dei pochissimi inghippi di questa vacanza) e merenda in stile parigino con una bella crepe. La Dani non vedeva l'ora di mangiarne una e allora ci siamo fiondati ad un baldacchino alla base della salita del Trocadero e ci siamo fatti fare due ENORMI crepes da uno che neanche guardava mentre le faceva, con il corpo ormai abituato meccanicamente ai movimenti necessari per preparare tale delizia. Volevamo mangiarla alla parigina con Grand Mariner e confettura di arance ma... come resistere davanti ad una confezione extra large di Nutella??? Ebbene si, anche qui l'Italia domina! Il tutto è documentato da una straordinaria foto artistica della Dani con crepe in primo piano e Tour Eiffel sullo sfondo, da premio Pulizer! Al Trocadero sosta nel verdeggiante parco e, dato che ci siamo, perchè non cercare anche il museo del cinema che è in zona? Peccato che la cartina di mio fratello sia vecchiotta (per quanto indispensabile) e il museo è stato spostato per far spazio a quello dell'architettura (ed è incredibile vedere come fuori da ogni museo ci siano numerosissimi giovani, da noi è una utopia) e così abbiamo girato un po' a vuoto. Albergo e doccia per prepararci alla serata più romantica, la navigazione della Senna. Cena al Buffalo Grill su mia esplicita richiesta (solo ora mi accorgo di quante cose abbiamo fatto perchè le ho imposte io, povera Dani!) e attimi di panico! Il menù è solo in francese! E la cameriera non capisce una parola nè di italiano nè di inglese! Momenti terribili di stordimento... La Dani si salva in corner lanciandosi sull'hamburger con patatine che non è così difficile da capire, ma io voglio di più! Voglio una portata di carne seria! Prendo il vocabolarietto e cerco di tradurre qualche piatto con scarsissimi risultati ma, ad un passo da cadere preda dello sconforto, riesco a tradurre una sola parola che mi salva la cena, "SPIEDINI"! Alla fine la cena è abbondante e soddisfacente anche se forse un po' troppo costosa, e siamo pronti per dirigerci al Pont de l'Alma (con foto di rito dove è morta Lady Diana per mia madre, uno dei momenti più grotteschi della vacanza) per prendere il nostro Bateaux Mouches. Anche in questo caso meglio non ci poteva andare, il battello aveva appena cominciato ad imbarcare e partiva 10 minuti dopo, inoltre siamo andati nel momento migliore della giornata in quanto abbiamo fatto l'andata fino a Notre Dame con il tramonto e il ritorno con il buio. Questo giretto, che all'inizio non vedevo troppo di buon occhio, si è rivelato un vero sogno (non fosse per la coppia di Cowboy americani seduti davanti a noi che hanno bevuto come delle bestie per tutto il tempo e alla fine hanno litigato e non si sono più parlati) e una tappa immancabile per chiunque visiti la città, soprattutto se in compagnia della propria dolce metà. Sono circa le dieci e mezza e la Dani è stanca, ma io non voglio perdere l'occasione di una vita per andare a vedere la Tour Eiffel di notte e allora mi metto ad implorare e lei, che è in assoluto la miglior compagna di viaggio che si possa immaginare (oltre che la fidanzata più straordinaria e per tutta la vacanza non ha fatto altro che dimostrarmelo in ogni momento e per questo la ringrazio tanto) acconsente. E così vediamo anche l'edificio vivo vicino al mueo Quai Branly; all'inizio pensavo che fosse una foto, invece tutto il muro del palazzo è coperto da piante, fiori, muschi e chi più ne ha più ne metta, con l'acqua che scorre 24 ore al giorno praticamente ad "annaffiare" il palazzo. Solo a Parigi... E così eccoci, sdraiati nell'erba nel Champ-de-Mars a fumarci una sigaretta e ad ammirare la Tour Eiffel illuminata e con i flash (all'inizio di ogni ora per 10 minuti tutta la struttura emette piccoli flash a ripetizione come se fossero una pioggia di stelle). Avete presente quei momenti che si definiscono "indimenticabili"? Come il primo bacio o simili? Ecco, quel momento è stato così, semplicemente perfetto... Pazienza se i parigini si ritrovano a frotte pieni fino alle orecchie di bottiglie di alcolici (infatti gli ambulanti da quelle parti la sera non vendono accendini e cd ma bottiglie di vino, birra e spumante), nulla al mondo poteva rovianare quel momento che è forse l'emblema di tutta la vacanza. In albergo un dolce sonno ha accolto le nostre membra per prepararci alla grande prova dell'indomani, il gigantesco Louvre!
Lunghi giorni e piacevoli notti
23 Maggio 2008
Nonostante la stanchezza terrificante e il mal di piedi mortale (o forse a causa loro...) ci siamo svegliati intorno alle 8, quasi un'ora prima della sveglia ufficiale. Riposati ci siamo preparati per la seconda tappa della nostra vacanza, il Quartiere Latino. Croissant nella forneria davanti all'albergo (che, capito che eravamo turisti, ha finto di non capire e ce ne ha dati 3, vabbè, meglio così) e partenza, anche perchè il Pantheon non è vicinissimo alle fermate della metro... Una bella scarpinata e siamo arrivati alla meta, non prima però di esserci fermati ad ammirare (solo da fuori, apriva a mezzogiorno) la spettacolare chiesa di St. Etienne-du-Mont; ecco, questa è per me la definizione di Parigi, un gioiello di architettura e scultura che non è neanche segnalato nelle cartine! Entrati nel Pantheon in un delirio di bandiere francesi ci siamo subito persi nell'enormità del posto e lì, nel mezzo, cosa ti trovo? Il PENDOLO DI FOCAULT!!! Proprio lui, quello vero dell'esperimento! E in perfetto orario oltretutto; non c'è che dire, la macchina più perfetta è sempre la natura! Foto di rito e discesa nelle cripte dove riposano i grandi di Francia. Non riesco a non pensare che in Italia un posto simile sarebbe pieno dei cadaveri dei partecipanti del Grande Fratello e di Amici di Maria... Bene... Perchè sarebbero cadaveri intendo... Foto alle tombe di Voltaire, Zola, Dumas e Hugo (si vede che abbiamo studiato letteratura!) anche se i francesi erano più che altro attenti alle tombe dei rivoluzionari e dei partigiani delle guerre mondiali; basta poco per cambiare il fuoco dell'attenzione. Dopo esserci rinfrescati per bene (il Pantheon è un posto dove andare in agosto vista la meravigliosa temperatura) ci siamo avviati verso la Sorbona. Devo dire che ho voluto infilare questa tappa a tutti i costi ma non è che mi abbia detto poi tanto, ma in una piazzetta laterale ci siamo fermati a mangiare in una brasserie all'aperto molto vitale dove ci siamo ripresi tutte le vitamine perse (e non certo riguadagnate con i panini) con una insalatona cosmica! Pagato anche poco, non fosse per l'acqua! Dovete sapere, cari amici, che a Parigi l'acqua in bottiglia vale a peso d'oro, in alcuni locali addirittura costa più della Coca o della birra, assurdo in una città in cui l'acqua del rubinetto è nettamente più buona di quella italiana! Dato che avevamo tempo ci siamo permessi un'ampia camminata nei giardini del Lussemburgo, meraviglioso parco (tra le nostre fortune c'è stato anche il fatto di essere andati in periodo di fioritura) con il solito problema di essere gigantesco! Tante zone per i bambini utilizzate con attenzione e controllo (da noi non esistono), statue meravigliose in ogni posto possibile e tante sedie di ferro da spostare liberamente per sedersi dove si vuole; è triste che sia Dani che io abbiamo pensato che quelle sedie in Italia non durerebbero due giorni... Qui da segnalare un breve aneddoto: la Dani è dipendente dal caffè e, in zona, siamo passati davanti ad uno Starbucks. Esaltata dalla vista (non ne aveva mai visto uno... solo in Italia...) ha deciso, contro mio fermo consiglio, di fotografarlo per ricordare l'esperienza... Da quel momento ne avremo visti almeno altri 50 ed io, da buona anima caritatevole, ogni volta le dicevo "Dai, facci una foto! Mettiti in posa!". A questo punto pronti per il centro commerciale di Les Halles e il Centre Pompidou! Al centro commerciale si arriva direttamente con la metro che sbuca al piano più basso, i negozi sono veramente ammiccanti, soprattutto un piano in cui c'è quasi solamente cibo; però anche qui solita storia... E' grosso praticamente come un quartiere e capire dove uscire non è per nulla semplice visto che all'interno si sono vie e piazze! Inoltre anche la struttura esterna è moderna e piacevole da vedere, veramente un bel posto. A questo punto ci siamo diretti verso il museo di arte moderna e contemporanea che ci ha colpito già dall'esterno con quella caratteristica scala mobile intubata esterna. Il museo è molto bello ma anche veramente difficile perchè l'arte moderna è molto più complessa e ragionativa di quella precedente. Alcune opere ci hanno impressionato (vedasi la mia foto su messenger con De Chirico, un momento estasiante, o quella della Dani con Magritte), altre ci hanno lasciato più freddini ed altre ancora ci hanno fatto pronunciare la frase più ricorrente in questo tipo di musei: "Questo potevo farlo anche io!". Comunque se ci abbiamo passato dentro quasi tre ore non ci deve aver fatto schifo, non trovate? Estremamente bisognosi di riposo ci siamo sdraiati nella piazza antistante il museo e, neanche a farlo apposta, è arrivato un simpaticissimo artista di strada che ha costruito in quattro e quattr'otto il suo piccolo stand e ci ha deliziati per quasi tre quarti d'ora con uno spettacolo che fondeva improvvisazione, comicità e funambolismo circense. A volte alcuni momenti indimenticabili arrivano anche senza cercarli, questo è il segnale per capire se una vacanza è stata bella oppure no. Piccola e doverosa visita a piazza Stravinsky con le statue in continuo movimento nella fontana e alla Fontana degli Innocenti che, indovianate un po'?, è enorme, e ritorno al centro commerciale per la prima baguette con prosciutto e burro, una delizia (che poi si ripeterà più volte nel corso della vacanza). Albergo, doccia e camminata notturna per i Boulevard. Boulevard des Italiens, Boulevard de Capucines per vedere la targa che segnala dove è stata effettuata la prima proiezione cinematografica della storia (e un brivido è corso lungo la mia schiena da buon cinefilo), l'Opera (meravigliosa nella sua illuminazione), il Cafe de la Paix (che per un appassionato di Battiato vuol dire qualcosa), la Madeleine (che avrei preferito poter vedere anche da dentro, ma non si può fare tutto in 5 giorni...) fino alla strada piena di negozi di alta moda (e dai prezzi proibitivi) che ci ha portati all'Eliseo dove abbiamo rischiato di farci arrestare dalla Gendarmerie perchè camminavamo sul lato interdetto della strada! Arrivati sugli Champs Elysees, nonostante fossero dorati e illuminati, eravamo troppo stanchi e allora siamo tornati in albergo per un sonno pesante e dovuto.
Lunghi giorni e piacevoli notti
19 Maggio 2008
Comincia qui un breve diario sui meravigliosi 5 giorni che ho passato in una delle più belle città del mondo, Parigi. Un post per ogni giorno che ho passato là in modo che tutti quelli che leggono possano capire che emozioni ho provato. Un grazie a chi pazientemente leggerà tutto questo.
11 MAGGIO 2008 La sveglia alle 3:10 è stata una mazzata clamorosa, soprattutto se partiamo dal fatto che quella notte ho dormito solo un'ora, però l'adrenalina della mia prima vera vacanza con Dani era troppa e allora giù un succo, ultimo sguardo alle valige e partenza! Anche Dani ovviamente era in quello strano mix di sonno e agitazione... Arrivati all'aereoporto un po di coda per i biglietti e poi abbiamo salutato i miei, impeccabili tassisti, e ci siamo diretti verso i metal detector e l'imbarco. La partenza è stata tranquilla ma ho avuto bisogno che la Dani mi tenesse la mano perchè è il momento che più mi terrorizza di tutto il viaggio! Una volta in cielo il volo è stato pacifico e una buona limpidezza del cielo ci ha permesso anche di guardare giù e vedere il paesaggio (che sopra le Alpi è veramente mozzafiato!). Siamo arrivati a Beauvais (un tendone nei campi giallo zafferano della zona) con quasi un quarto d'ora di anticipo e siamo saliti quasi immediatamente sull'autobus che porta a Parigi. Il viaggio non è lunghissimo (circa un ora e venti) ma di una noia mortale sull'autostrada più monotona del mondo (dopo la Torino-Piacenza) anche se quasi tutta nel verde. La Dani si è addormentata ma non ho potuto far altro che svegliarla quando, lontana sullo sfondo, ha cominciato a stagliarsi il simbolo della città che stavamo per visitare e amare, quella torre che resterà per sempre nel mio cuore. E poco a poco anche la Senna ha cominciato a fare capolino fino all'arrivo dello shuttle davanti al già impressionante Palazzo dei Congressi. Sull'aereo abbiamo fatto conoscenza con una signora che stava andando a Parigi per trovare sua sorella che ha una casa lì, questo incontro si è rivelato incredibilmente fortunato perchè la sorella e il marito di quest'ultima, che erano venuti a prenderla, ci hanno presi sotto la loro ala e ci hanno accompagnati nella metro, scortati fino alla nostra fermata e spiegato molte cose importantissime. Questi personaggi non dimenticateli perchè torneranno nell'ultima parte del diario, giusti giusti per il ritorno... L'arrivo in Place de la Republique è stato fantastico con una temperatura che sfiorava i 30 gradi (e fortuna che ci avevano detto che Parigi era fredda) e il cielo terso (e fortuna che le previsioni davano pioggia) e ci ha fatto subito capire le dimensioni della città visto che tra un'uscita della metro e l'altra ci volevano 5 minuti a piedi! Lasciate le valige all'albergo Excelsior Republique (che ci ha assicurato la presenza di personale 24 ore al giorno) siamo andati a mangiare al Mc (era solo per essere sicuri, poi non l'abbiamo più neanche guardato nei giorni successivi); la piazza, oltre ad avere una importantissima stazione della metro che la rende praticamente centrale, ha 5 fast food di ogni tipo (tra cui il meraviglioso Quick, fiore all'occhiello dei fast food francesi), diverse brasserie, supermercato, forneria (esattamente davanti all'albergo per nostra enorme gioia), tabaccheria, edicola... Insomma, perfetta per qualunque turista e la consiglio assolutamente a chi vuole andare! Una volta rifocillati ci siamo diretti verso l' Ile de la Cite per la nostra prima tappa, Notre Dame. Siamo usciti a Chatelet, passati a fianco della Conciergerie e arrivati davanti ad una delle più belle chiese del mondo! Però ho avuto una piccola delusione... La chiesa è praticamente perfetta e toglie il fiato, ma non c'è la minima spiritualità! Foto ovunque, macchinette che vendono medaglie, gente che mangia... E siamo entrati durante una messa! Comunque dopo la visita, dato che non avevano i pass che ci servivano per i musei, siamo andati alla Saint Chapelle. Appena entrati abbiamo detto "Carino, ma non capisco perchè ce lo hanno consigliato" dopo abbiamo scoperto che quello dove eravamo era la sala per i poveri, al piano di sopra abbiamo visto la sala del re e siamo rimasti senza parole! Praticamente non ci sono muri, sono solo meravigliose vetrate colorate che non hanno nulla da invidiare a quelle delle più famosa chiesa vicina. Dopo questa meravigliosa scoperta, e ora con i pass, siamo andati a fare il tour delle torri di Notre Dame. Anche qui c'è da restare senza fiato, sia per la vista, sia per la vicinanza ai Gargoyle e a luoghi così amati da chi, come me, ha visto "Il gobbo di Notre Dame" almeno 100 volte, sia per i 389 scalini (ovviamente solo per salire, altrettanti per scendere!) Già questa era una delle cose che aspettavo da una vita da fare, ma era ancora presto e il programma giornaliero era quasi finito... E allora abbiamo avuto la bella pensata di fare da Notre Dame all'Arco di Trionfo A PIEDI!!!!!!!!! Ora, non so quanti chilometri siano ma vi assicuro che i miei piedi non scorderanno mai quella giornata! Ovviamente per strada abbiamo guardato le bancarelle lungo la Senna (volevo prendere alcuni bellissimi acquarelli ma ho detto "Tanto torniamo", cosa che non abbiamo più fatto), ci siamo fermati un po alle Tuileries (un parchetto grosso come il centro di Brescia), all'Orangerie (con le tele interminabili di Monet e delle sue ninfee), in Place de la Concorde (uno dei luoghi preferiti da Dani) e poi su per gli Champe Elyseés. Tornati in albergo per una doccia (stanza piccola ma molto comoda e pulita, albergo da consigliare vivamente) eravamo a dir poco stravolti, ma questo non ci ha fermati dall'uscire a cena! Quella sera però, tra la stanchezza e la voglia di spendere poco, abbiamo girato come degli scemi senza trovare un solo locale che ci andasse bene, fino ad accasarci in un Quick dova abbiamo mangiato (per un guasto al riscaldamento?) circa a 300 gradi! La Dani non si è sentita bene allora, appena uscita, ci siamo seduti nella piazzetta (insomma, piazzetta, più grossa di Piazza Loggia) a bordo fontana a prendere un po di aria... Fortuna vuole che in quella piazza ci fosse l'Hotel de Ville, sontuosamente illuminato, che ha allietato ancora di più la nostra sosta. Il primo giorno si avviava verso la chiusura e già poteva essere definito come strepitoso! Cosa ci avrebbe aspettato il giorno dopo? Sdraiati sul nostro comodo letto abbiamo cominciato a fantasticare finchè la stanchezza non ci ha travolti mano nella mano. E' bello addormentarsi così!
Lunghi giorni e piacevoli notti
23 Aprile 2008
Ebbene si! Non ci credete voi, non ci credo io, ma il secondo post NELLO STESSO GIORNO è qui!
Ed è tutto dedicato alla mia dolce metà, la pupazzagirl più straordinaria dell'intero creato, la principessa dei miei sogni.
Mi manca! Stiamo insieme da quasi 3 anni (anche se, quando ci penso, mi sembra che stiamo insieme da una settimana e non è un luogo comune) e siamo sempre stati abituati a vederci spessissimo e a essere noi a decidere quando vederci e quando no, non gli avvenimenti esterni. Ora non è più così con il lavoro e altre cose. Non riusciamo più a ritagliarci quei momenti tutti nostri che una volta quasi non riuscivamo ad apprezzare del tutto da quanto erano frequenti. Dovete sapere che la mia amata ha cominciato a fare quello che le piace, cioè a lavorare nel mondo dell'educazione. Per adesso stà facendo le supplenze all'asilo nido insieme a tanti bambini pittinissimi che hanno bisogno di tanto aiuto e amore, ma sono sicuro che arriverà anche a livelli di "educazione" più alti e diventerà la classica "prof che nessuno vorrebbe mai avere"! Scherzo, sarà bravissima come in tutto quello che fa e su questo non ho dubbi perchè credo in lei ciecamente. Questo non cambia il fatto che questo nuovo lavoro ci permetta di vederci praticamente solo la sera (e ovviamente non tutte le sere). So che questa è la normalità per la maggior parte delle coppie del mondo (e che tanti non riuscirebbero neppure a vivere in un altro modo), ma io non ci sono abituato e, soprattutto dato il fatto che invece io sono a casa a non far nulla se non ha pensare di rimettere in piedi quel rudere di fisico che mi ritrovo, la cosa mi sta pesando parecchio. Uso questo spazio solo per sfogarmi e riempire i momenti in cui lei non c'è ma è nella mia mente e intasa i miei pensieri.
Mi manchi piccola...
Ma ti prometto che a Parigi ci rifaremo, sarà una vacanza da sogno! Ti amo tanto Dani
E a tutti gli altri lettori che hanno trovato questo piccolo post noioso e stucchevole chiedo scusa, ma su queste pagine non ho mai parlato molto di lei (perchè il più delle volte non ne ho bisogno dato che parliamo di tutto) e non sapete quanto è dura per me non farlo in ogni momento.
Lunghi giorni e piacevoli notti
Benvenuto popolo del blog che se viene aggiornato una volta ogni 2 mesi bisogna gridare al miracolo! Sono di nuovo qui!
Niente di particolarmente nuovo da dire, la vita scorre tra giorni senza lavoro (perchè nei call-center più sei bravo nel tuo lavoro prima ti lasciano a casa a "riposarti") e tentativi di convincersi a rimettersi in forma (qualche il miglioramento il mio fisichino l'ha anche avuto, ma dovrei lavorarci sopra almeno altri 6 mesi e mi sto già stufando). I giorni che mi dividono dal mio primo viaggio a Parigi sono sempre meno e l'attesa sempre più frenetica. Ma oggi voglio semplicemente citare una cantante che ho sempre amato ma ho veramente imparato a conoscere da poco. Si tratta di Paola Turci. Non starò ad annoiarvi con dati biografici, se state leggendo questo blog avete internet e, immagino, saprete digitare www.wikipedia.it Una cantante passata troppe volte sotto silenzio con un timbro vocale ottimo nel suo essere roco ma cristallino ed una sensibilità straordinaria che sviluppa la capacità di andare a suonare le corde tese del cuore. Nessuno sentendo una sua canzone non direbbe "Questo è successo anche a me" oppure "E' proprio così", nessuna amica alla quale fai sentire una selezione scelta di suoi brani non ti dirà "Sei una carogna, le hai scelte apposta"... Oddio, questo forse è anche vero, ma soprassediamo. Non vi tedierò oltre, dico solo che gli sventurati che leggeranno queste righe e saranno interessati a conoscere meglio questa ottima artista potranno lasciarmi un commento al post in modo che possa rispondere consigliando le canzoni che considero migliori e magari parlando di quei testi così strappalacrime. E ora, via con le mie citazioni preferite
E viene sera e lui ci spera che andremo insieme a camminare sulla riva del mare
Non posso illuderlo e illudermi ancora. C'è ancora un po di te in me che non va via, sarebbe ipocrisia lasciarlo innamorare ancora un po
Non ne voglio più parlare, liberami di te
Tanto il tempo sai, è una foto in bianco e nero e fuori fuoco, dove ridi e sei con me
Ti aspetto perchè ovunque sarai io scrivo canto e vivo per te
Nonostante parli spesso ad alta voce e nessuno crede a ciò che dici, a quel che immagini, nonostante tutto io ti ascolterò quando non parli quando non mi guardi, io ti vedrò lo stesso
Abbiamo parlato a lungo, tu guardavi le mie mani, io la curva dolce del tuo sorriso
Ed è stato in quel momento, nell'istante in cui ogni parola diventava un bacio che l'inverno arrivò senza nuvole
Vorresti non amarla più ma è troppo tardi ormai, scegli tu la vita, l'amore non si sceglie mai
E si potrebbe andare avanti ore. Buon ascolto
Lunghi giorni e piacevoli notti
28 Marzo 2008
EEEEVVVVVVAAAAAIIIIIIII!!!!!!!!
Gentile pubblico del blog meno aggiornato della storia dell'umanità, ho una notizia di fondamentale importanza per tutti voi!!!!
SONO UFFICIALMENTE DOTTORE IN LINGUE E CULTURE MODERNE!!!!!!
Certo, il fatto che io sappia parlare le suddette lingue molto peggio che 4 anni fa (prima di cominciare), potrebbe essere un leggero fastidio, ma lasciamo stare... Che straordinaria emozione ho avuto la fortuna di provare, anche se quando sei li ti sembra che le cose viaggino alla velocità della luce e che tutto finisca quasi prima di essere cominciato.
La discussione: non penso di essere troppo presuntuoso se dico che è stata praticamente perfetta! Tutto il lavoro che ho fatto di ripetizione e di ipotesi su possibili domande (a proposito, grazie fratellone, sei stato fondamentale!) è stato importante per essere sicuro e deciso. La mia relatrice, il Signore Iddio le mandi una malattia non mortale ma fastidiosa e degenerativa, non ha letto la tesi neanche in questa occasione e ha sbagliato tutto dicendo che ho fatto una tesi su "L'evoluzione della figura di Dracula"! Cretina, non è solo Dracula!!! Però durante la discussione ha fatto bene il suo lavoro e mi ha anche aiutato nel renderla più scorrevole e colloquiale. Devo dire che anche sentirmi bello e a mio agio con il mio abitino elegane mi ha dato forza... Appena mi sono seduto credevo di svenire, invece ho sentito una carica straordinaria dentro di me, mi sentivo pronto a fare tutto! E direi che i 5 punti su 5 sono una bella soddisfazione. Qualche recriminazione sugli esami dal voto basso che non mi hanno permesso di arrivare a 110? Forse un pochino, ma è passato tutto, ve bene così P.S. Nonostante la costante minaccia di morte sulla sua testa mio padre è riuscito a registrare tutta la discussione, un altro bel ricordo.
I parenti: E' sempre bello vedere le lacrime di emozione che solcano le gote di tuo padre. Nonostante a volte non lo dimostri appieno, è orgoglioso di me. Può sembrare retorico ma per un figlio è sempre importante, senza alcuna distinzione. La prima persona che mi ha abbracciato non appena uscito è stato mio fratello, un abbraccio così forte, convinto, forte, non credo che ce lo fossimo mai dato nei 23 anni precedenti; anche lui era commosso e proprio non me lo aspettavo. Per non parlare della sua ragazza, che era euforica e a mia madre ha detto una cosa che mi ha davvero commosso "E' stato bello vederlo lì davanti alla commissione, alla fine l'ho visto crescere e prepararsi per arrivare qui..." E dato che sta con mio fratello da ormai 10 anni ha proprio ragione! La mia mamma invece sembrava più contenuta e la cosa mi ha sorpreso non poco, io avevo paura di scenate con crisi di pianto e baci a non finire! Ma sono già due volte in due giorni che vado in salotto e la trovo a riguardare la videocassetta di quel giorno... Voglio bene alla mia famiglia...
Gli amici:Semplicemente meravigliosi!!! Non si parla di chi non c'era, quindi non li citerò, sia chi mi ha un po' ferito sia chi era invitato quasi per forza, sia a chi è spiaciuto non venire, sia chi non è venuto senza neppure farmelo sapere, sia chi non è venuto perchè io non l'ho invitato (e mi sono molto pentito di questo...). Ma quelli che c'erano non me li hanno fatti rimpiangere! E da queste righe (anche se lo farò anche uno per uno) vorrei ringraziarli per l'apporto che mi hanno dato, a volte non sanno neanche di averlo fatto. Perciò GRAZIE FEDE, sei una delle persone più di valore che abbia mai conosciuto, uno la cui straordinaria intelligenza e cultura non ti fa sentire respinto e schiacciato ma invogliato a parlare; spero solo che la nostre amicizia possa superare le barriere del wrestling e diventare anche più intima e vera (anche se so che per te è molto faticoso). GRAZIE OMAR, una persona così simile a me da essere quasi preoccupante! Abbiamo una marea di punti in comune ed è una di quelle persone che ti spiace non aver conosciuto anni prima, chissà che strada avrebbero potuto prendere le nostre vite... Continua a scrivere fratello! GRAZIE GIULIA, sarà la concomitanza dei relativi compleanni, ma tra di noi c'è una straordinaria sintonia che spero possa proseguire anche fuori dai muri dell'università (già il fatto che scriva su questo blog è dovuto a te); mi farebbe tanto piacere anche conoscerti fuori dal mondo accademico e meritarmi un angolino sul TUO blog, magari quando stai male e non sai perchè... Sei fantastica! GRAZIE ALICE, non sai quanto la tua freschezza e la tua vitalità mi abbiano colpito e mi facciano piacere. Se devo trovare una persona da prendere ad esempio come "piacevole" saresti proprio tu, e guarda che non è una cosa da poco! E adesso preparati che invaderemo in forze Trento! GRAZIE NICO, ok, sei capitato lì un po di fortuna ma mi ha fatto molto piacere che ci fossi, perciò un sentito ringraziamento (anche se alla fine era solo la terza volta che ti vedevo...). GRAZIE FRU, Eri un po' spiazzata dall'essere l'unica del gruppo bresciano e mi è spiaciuto che te ne sia andata via subito, però mi ha riempito di gioia che tu sia riuscita a venire, già sai che la tua approvazione e il tuo giudizio per me sono molto importanti e sono felice di aver potuto condividere con te un momento così importante della vita, spero di poter condividere anche il tuo! E sono contento che, dopo aver finalmente sotterrato tutte le incomprensioni iniziali, possiamo finalmente essere amici. GRAZIE LAURA, la persona tra quelle presenti alla festa che conosco da più tempo e che è stata una compagna fidata per tutto il cammino universitario. Un'amica sincera e sempre pronta in caso di bisogno (e intendo reciprocamente, non so quante volte hai avuto bisogno di sfogarti ma ricorda che da me puoi sempre venire). Il fatto che tu fossi lì è stato il degno coronamento di quella che posso senza dubbio considerare l'amicizia "universitaria" più profonda che sono riuscito a creare in quei lunghi 4 anni e spero che non avrà mai fine perchè amiche come te non si trovano dietro gli angoli, anzi, sono più rare dei contratti a tempo indeterminato nei call-center! GRAZIE NANA', per te tutto il discorso si fa più particolare e complicato, perciò non dirò nulla e lascerò che tu capisca tutto da sola. Se senti il bisogno che te lo dica, sai dove trovarmi. In ogni caso GRAZIE di cuore!
Dani: devo riservare un posto d'onore alla persona più importante della mia vita. Senza essere sdolcinati o melensi è indubbio che senza di te non ce l'avrei mai fatta. Per prima cosa il nostro amore è nato e cresciuto in quell'università, cosa che mi ha dato la forza di andare avanti proprio quando avevo ormai deciso di lasciar perdere, mi hai dato un motivo per prendere il treno e seguire lezioni deludenti e vuote, mi basterebbe l'idea di un tuo sorriso per decidere di girare il mondo a piedi! E mi hai sospinto, vezzeggiato, coccolato, incoraggiato... Mi hai fatto diventare la persona che sono, una persona che può permettersi di scrivere un post come questo invece di cadere nella malinconia e di affogare nelle preoccupazione di "E adesso cosa faccio?" (e sai che ci sono, ma tu le spazzi via come un vento poderoso). Sei senza dubbio la persona con la quale voglio dividere la vita, perchè se sei riuscita a fare certi miracoli in soli tre anni non ho idea di cosa tu possa fare in un periodo più lungo! E sai bene che non vedo l'ora che arrivi quell'altro tipo di miracolo, quello tutto nostro, ma questa è un'altra storia... Adesso concentriamoci sul nostro viaggio a Parigi! Voglio che sia indimenticabile!!!
E adesso eccomi qui, un nuovo piccolo dottore venuto al mondo che non sa cosa fare della sua vita, ma che, forse per la prima volta, non guarda al futuro con paura ma con una vaga speranza. E chi mi conosce veramente sa che questa vaga speranza per me è già un passo fondamentale.
Un nuovo grazie a tutti. E uno anche a me, credo proprio di essermelo meritato.
Lunghi giorni e piacevoli notti.
18 Marzo 2008
Ok, qui mi serve che chiunque venga a leggere mi lasci una risposta... C'è un concorso di poesia al quale voglio partecipare, ma devo scrivere solo poesie inedite. Ora... Volevo spedirne una che era presente nel mio angolo "Poetando" che è "Emerocallide" (che proprio per questo mi sono appena accinto a togliere). Chiunque abbia trascritto questa poesia da qualche parte (sia su altri blog o spazi di consultazione pubblica, sia in privato) è pregato di cancellarla, altrimenti verrei automaticamente eliminato. Sperando in un vostro aiuto vi ringrazio fedeli lettori e vi do appuntamento al primo post che scriverò da Dottore essendo la mia discussione il 26/03/2008 alle ore 09:30. Lunghi giorni e piacevoli notti
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